Giornata della Memoria

Archivio di Stato di Verbania - Archivio di Stato di Verbania

27 gennaio 2021 - Servizi educativi

Giornata memoria 2021 sequestro beni culturali ebrei

In occasione della Giornata della Memoria vorremmo soffermarci su un particolare aspetto delle persecuzioni contro gli ebrei in Italia: il sequestro delle cose di interesse artistico e storico.

Il 24 novembre 1943 su proposta del ministro dell’Educazione Nazionale, il Consiglio dei Ministri della RSI approvò il Decreto recante norme sul sequestro conservativo di opere d'arte pura od applicata appartenenti a persone di razza ebraica o a istituzioni israelitiche, “ad evitare che queste opere possano andare disperse”. Rientravano nel novero le collezioni di oggetti di antichità, le raccolte numismatiche, le raccolte di cimeli, i reperti archeologici, i manoscritti, gli autografi, i carteggi, i documenti notevoli, gli incunaboli, nonché i libri, le stampe e le incisioni aventi carattere di rarità e di pregio. I proprietari e i detentori dei beni suddetti avrebbero dovuto denunciarne il possesso entro il 15 aprile 1944; le opere non denunciate, o denunciate con indicazioni false o incomplete, avrebbero potuto essere confiscate. Il decreto non venne mai pubblicato nella Gazzetta Ufficiale e pertanto non entrò in vigore, tuttavia la situazione precipitò rapidamente.

Il 30 novembre 1943 il Ministro dell'Interno Buffarini emanò l'ordine di Polizia n°5 in cui si disponeva l'internamento di tutti gli ebrei sia italiani che stranieri nei campi di concentramento provinciali, in attesa di essere concentrati in campi preparati appositamente, l'immediato sequestro dei loro beni mobili e immobili e la vigilanza di polizia sui nati da matrimonio misto. L'ordine pervenne alle Prefetture tramite telegramma il 1 dicembre; contemporaneamente alle Soprintendenze pervenne la circolare riservata n. 665 datata 1° dicembre 1943, proveniente dalla nuova Direzione generale delle arti del Ministero dell’Educazione nazionale, firmata dal ministro Biggini, con oggetto Requisizione delle opere d’arte di proprietà ebraica. I Soprintendenti avrebbero dovuto indicare la presenza o meno di ebrei proprietari o detentori di opere d'arte di qualunque tipo ed anche effettuare sopralluoghi di verifica.

Ciascun capo di provincia diramò una o più ordinanze contenenti le istruzioni per l’applicazione dell’ordine: vi mostriamo la nota della Prefettura di Novara, protocollata dal Comune il 13 dicembre, che impone la denuncia del possesso di opere d'arte da parte degli ebrei ai Podestà locali entro il 15 dello stesso mese.

Gli Archivi di Stato, l'Archivio Centrale dello Stato e gli archivi storici comunali conservano copiosa documentazione sull'argomento; anche la bibliografia è vastissima e per la redazione di questo breve trafiletto abbiamo consultato in particolare A settant’anni dalle leggi razziali: Profili culturali, giuridici e istituzionali dell’antisemitismo a cura di Daniele Menozzi e Andrea Mariuzzo, Carocci Editore 2010, e il Rapporto Generale della Commissione per la ricostruzione delle vicende che hanno caratterizzato in Italia le attività di acquisizione dei beni dei cittadini ebrei da parte di organismi pubblici e privati, aprile 2001, pubblicato integralmente in questa pagina

http://presidenza.governo.it/DICA/7_ARCHIVIO_STORICO/beni_ebraici/index.html